Viaggi in UK: frontiere aperte ma con le dovute precauzioni

Gli ingressi nel Regno Unito –  che comprende l’Inghilterra, il Galles, la Scozia e l’Irlanda del Nord – sono attualmente permessi purché vengano rispettate alcune misure di controllo e prevenzione da parte di tutte le persone provenienti da Paesi ad alto rischio di contagio. L’Italia è attualmente fra questi Paesi, per cui tutti colori che viaggeranno verso l’UK dovranno autoisolarsi per un periodo di 14 giorni in casa o in albergo.

Alle persone che intendono entrare nel Regno Unito viene richiesta la compilazione di un modulo online dove va indicato un indirizzo e un numero di telefono dove poter essere contattati durante il soggiorno. I cittadini italiani – o coloro che abbiano soggiornato o transitato in Italia nei 14 giorni prevedenti il viaggio – devono sottoporsi ad un autoisolamento preventivo di 14 giorni presso l’hotel o un indirizzo privato anche in presenza di tampone negativo. Sul sito del governo britannico nella sezione dedicata al Coronavirus sono riportare tutte le informazioni e le istruzioni per l’auto-isolamento.

Il protocollo we’re good to go

Al fine di garantire il più possibile la sicurezza dei viaggiatori, gli enti del turismo britannico hanno lanciato un’iniziativa per assicurare il mantenimento degli standard di controllo e di prevenzione. Le aziende coinvolte nel settore turistico di Inghilterra, Galles, Scozia e Irlanda del Nord hanno creato il protocollo “We’re Good to Go”, una Certificazione di Conformità con la quale le aziende dichiarano di aver fatto una valutazione del rischio Coronavirus e di rispettare le direttive governative in materia di salute pubblica. Il protocollo prevede anche che le imprese iscritte vengano informate di eventuali modifiche alle disposizioni ufficiali in modo da poter aggiornare tempestivamente le proprie policy.

Nonostante la lodevole iniziativa, il momento non sembra essere dei migliori per viaggiare nel Regno Unito visto che il Paese sta attraversando un nuovo periodo in lockdown.  Dal 5 novembre scorso fino al 2 dicembre 2020, le attività commerciali non essenziali sono chiuse al pubblico e le persone di nuclei familiari diversi non possono incontrarsi a meno che non facciano parte di una “bolla” di sostegno reciproco. In generale, le persone sono invitate a uscire il meno possibile e le autorità hanno annunciato sanzioni per le violazioni.

Con la Brexit, obbligo di visto per tutti 

A seguito della Brexit, l’anno prossimo i viaggiatori troveranno anche nuove procedure da espletare prima di partire per il Regno Unito. Sarà necessario il passaporto per viaggiare e un visto specifico a seconda delle motivazioni del viaggio. L’obbligo del visto riguarderà tutti i cittadini, sia che viaggino per motivi di piacere che per studio o per lavoro. Beh, non proprio per tutti. La regina Elisabetta II, ad esempio, non ha bisogno del passaporto per viaggiare, poiché tale documento viene emesso “a nome di Sua Maestà” e quindi è lei stessa a rilasciarlo! Per tutti i non reali invece, il passaporto diventerà un documento indispensabile anche per andare in UK dal 1° Ottobre 2021.  Se state sognando un viaggio a Londra oppure pianificando una vacanza studio per perfezionare il vostro inglese, sarà bene cominciare ad informarsi sulle nuove procedure. Per una consulenza personalizzata, potete anche contattarci qui.

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