È passato più di un anno e mezzo dalla comparsa del Covid. Il 31 dicembre 2019 la Commissione Sanitaria Municipale di Wuhan in Cina segnalava all’Organizzazione Mondiale della Sanità un cluster di casi di polmonite nella città di Wuhan. Il 30 gennaio 2020, l’OMS dichiarava l’epidemia di Coronavirus in Cina Emergenza internazionale di salute pubblica. Solo due mesi dopo, il direttore generale dell’OMS Tedros Adhanom Ghebreyesus definiva la diffusione del Covid-19 non più un’epidemia confinata ad alcune zone geografiche, ma una pandemia diffusa in tutto il pianeta.

Facciamo il punto della situazione dei contagi nelle diverse parti del mondo e il modo in cui i diversi Stati stanno affrontando nuovi picchi di contagi e le insidie derivanti dalla diffusione delle mutazioni del virus.

In Italia arriva il green pass

Sono 4.302.393 le persone che hanno contratto il coronavirus in Italia dall’inizio della pandemia Covid-19 mentre il numero dei decessi accertati è 127.920. In Italia ci sono 708 contagiati ogni 10.000 abitanti, in pratica, 14 persone non contagiate per ogni contagiato. Nonostante l’Italia sia uno dei Paesi più colpiti dalla pandemia – è l’ottavo Paese al mondo e il terzo in Europa per numero di casi totali – è anche uno dei Paesi nei quali la campagna vaccinale sta proseguendo più speditamente: siamo il nono Paese al mondo e il secondo nell’Unione Europea per numero di persone completamente vaccinate.

Un’ulteriore spinta alla campagna vaccinale è stata data dall’introduzione del green pass obbligatorio per accedere a eventi, strutture e altri luoghi pubblici. Dal 6 agosto, infatti, sarà necessario presentare la Certificazione verde Covid-19 per accedere a qualsiasi tipo di servizio di ristorazione al tavolo al chiuso, spettacoli, eventi e competizioni sportive, musei, istituti e luoghi di cultura, piscine, palestre, centri benessere, fiere, sagre, convegni e congressi, centri termali, parchi tematici e di divertimento, centri culturali e ricreativi, sale da gioco e casinò, concorsi pubblici. Ottiene il green pass chi ha ricevuto il vaccino – anche solo la prima dose – oppure ha un certificato di guarigione nei precedenti sei mesi, oppure ha effettuato un test molecolare o antigenico o salivare nelle 48 ore precedenti e ha avuto esito negativo.

La Certificazione verde COVID-19 rende più facile viaggiare in Italia e nell’Unione europea e nei Paesi dell’area Schengen. Per il rientro in Italia, infatti, basterà esibire la Certificazione verde che attesta una delle tre condizioni in cui è possibile il rientro senza quarantena.

La situazione in Europa: aumento dei contagi e mappa del rischio

La recente impennata di contagi dovuta alla variante Delta preoccupa molti Paesi europei. Nel Regno Unito, i contagi continuano ad aumentare e si contano al momento 650 mila casi attivi (contro i 55 mila circa attivi in Italia). Nonostante ciò il governo inglese ha allentato la maggior parte delle restrizioni e ha eliminato l’obbligo della mascherina.

Israele ha adottato misure di restrizione per i non vaccinati simili al green pass. Dal 21 luglio è in vigore l’”happy badge”, una sorta di pass che permette di partecipare a eventi con più di 100 persone al chiuso solo a coloro che sono completamente vaccinati, guariti dal Covid o hanno un tampone negativo.

Nonostante le vaccinazioni siano in aumento, la variante Delta continua a far paura per la sua contagiosità. Si sta verificando quel paradosso per cui il numero di contagi tra i vaccinati sta diventando simile o anche superiore al numero di contagi fra i non vaccinati. L’ISS spiega, però, che il paradosso è normale: anche se in termini assoluti il numero dei casi si somiglia, l’incidenza è circa dieci volte più bassa nei vaccinati rispetto ai non vaccinati.

Sulla base dei dati forniti dagli Stati membri, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie pubblica una mappa del rischio negli Stati membri dell’UE, suddivisa per regioni, che mostra i livelli di rischio nelle regioni europee utilizzando un sistema a semaforo. Le regioni verranno indicate con i colori “verde”, “arancione”, “rosso”, “rosso scuro” e “grigio” (se non sono disponibili informazioni sufficienti).

In base a questa mappa, i Paesi europei stanno modificando le politiche d’ingresso per le persone vaccinate. In Francia, ad esempio, i viaggiatori provenienti da Paesi “verdi” potranno entrare in Francia se già vaccinati senza fare alcun tampone. Per avere informazioni sempre aggiornate Paese per Paese, vi consigliamo di consultare il sito della Farnesina Viaggiare Sicuri.

Variante Delta presto predominante nel mondo

Secondo i dati della Johns Hopkins University, sono quasi 193 milioni i casi accertati di Coronavirus nel mondo mentre i decessi superano i 4.1 milioni dall’inizio della pandemia. Anche nel resto del mondo stiamo assistendo ad una risalita dei contagi, in cui la variante Delta fa la parte del leone: negli Stati Uniti l’83% delle ultime infezione sarebbe stata causata infatti dalla variante mentre solo il 48,7% della popolazione è vaccinata; la situazione ha spinto il Governo americano a prorogare lo stato di emergenza sanitaria per altri 90 giorni.

L’Australia ha deciso di affrontare l’aumento dei contagi con la solita linea dura che ha sempre contraddistinto la sua politica contro il Covid. A seguito dell’accertamento di alcuni casi Delta in South Australia, l’intera regione è stata sottoposta a contenimento, come già successo per una vasta area intorno a Sydney e Melbourne. La rapida diffusione del contagio rende difficile il tracciamento della popolazione e la campagna vaccinale continua a rilento.

In Brasile, uno dei Paesi più colpiti dalla pandemia nel mondo, si sta registrando in questi giorni una frenata di contagi e decessi.  Il calo è attribuibile al progredire della campagna vaccinale che, dopo un inizio a rilento, ha accelerato nelle ultime settimane fino a proteggere almeno con la prima dose 90 dei 212 milioni di cittadini brasiliani.

Secondo l’OMS la variante Delta supererà presto le altre mutazioni del virus e diventerà la variante predominante nei prossimi mesi. Dati rassicuranti però continuano ad arrivare dalle analisi sulla variante e sul grado di efficacia dei vaccini. Uno studio condotto da Public Health England afferma che il ciclo completo di vaccinazione protegge anche dalla variante Delta, con una piccola diminuzione di efficacia rispetto alla variante Alfa. Insomma, nonostante la risalita dei contagi delle ultime settimane, sembra che i vaccini stiano proteggendo la popolazione vaccinata dalle forme più gravi della malattia.

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